Omotossicologia

Che cos’è l’omotossicologia ?

L’ omotossicologia  utilizza le conoscenze della medicina ufficiale e le reinterpreta prendendo in considerazione non il sintomo o il singolo organo malato ma l’organismo umano nella sua interezza.

Che cosa cura?

Le malattie dell’organismo intese come l’espressione della lotta dell’organismo contro le tossine , allo scopo allo scopo di neutralizzarle e espellerle .

L’organismo manifesta  quadri clinici differenti che si possono classificare

  • Nelle fasi umorali
  • Nelle fasi della matrice
  • Nelle fasi  cellulari
Come cura?                                         

Supporta l’organismo nella sua lotta per eliminare le tossine.

Con l’impiego di medicinali omotossicologici che intervenendo nelle reazioni enzimatiche come induttori , e sul Sistema immunitario come regolatori, possono attivare “sistemi difensivi ” ancora in riserva  .

Queste sostanze inducono , in quanto simili alla tossina causale , un meccanismo di difesa aggiuntivo contro le tossine già presenti che provocano la malattia.

Come si pratica ?

 Con l’approccio medico integrato.

L’omotossicologia utilizza sia le acquisizioni delle medicina omeopatica  che quelle della medicina convenzionale – allopatica  secondo un paradigma in base al quale non vi è una vera e propria “guerra” alla malattia  che , come espressione di uno specifico  modo di vita  rappresenta il frutto di un naturale processo di guarigione  , ovvero di disintossicazione dell’organismo. Decisivo è dunque agire sulle fasi di decorso della malattia.

Si sono individuate  6 fasi di risposta antitossica: le prime 3 sono risposte relativamente innocue (fasi di escrezione) come infiammazioni (fasi di reazione) come depositi (fasi di deposito); questo significa che le tossine mediante il processo infiammatorio possono venire neutralizzate e portate all’escrezione.

Con la repressione della febbre, l’inibizione delle infiammazioni, l’impedimento delle escrezioni si bloccano non solo i normali processi di disintossicazione, ma si provocano processi di riverbero (reintossicazione più grave) cioè la malattia si fa cronica anche se il sintomo scompare apparentemente, esso riesploderà anche in altra forma in un altro momento nel quale l’organismo sarà in grado di manifestarlo.

Durante la fase di “reinpregnamento” (con la repressione farmacologica) le tossine penetrano nelle cellule e ne danneggiano la struttura e/o la funzione; a questa fase può seguire quella di degenerazione cellulare .

I bioterapici antiomotossici agiscono sempre nel senso di una vicariazione regressiva biologicamente corretta, che mira ad uno spostamento della fase patologica verso la fase fisiologica dell’escrezione e della disintossicazione. La terapia omotossicologica non elimina il sintomo della malattia bensì lancia un vero e proprio impulso verso la guarigione ovvero stimola i meccanismi di autoguarigione propri dell’organismo, incrementando la risposta immunitaria specifica di ciascun soggetto.

NOTA BENE: questo blog non deve essere considerato una guida medica: per affrontare qualsiasi problematica si consiglia di consultare il proprio medico; inoltre,non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità.
 

 

 

Il pensiero di Emanuele Severino nella sua "regale solitudine" rispetto all'intero pensiero contemporaneo

a cura di Vasco Ursini, autore di: Il dilemma verità dell'essere o nichilismo?

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